Manuale della U.E.O.

Unione dell’Europa occidentale

Trattati e accordi per la difesa dell’Europa Occidentale

La redazione del presente volume e il lavoro di ricerca e studio che lo hanno preceduto sono opera del dott. Elio Rogati, consigliere vicario del Servizio relazioni comunitarie e internazionali della Camera dei deputati e segretario della delegazione italiana presso il Consiglio d’Europa e la UEO.
Il dott. Rogati ha inoltre curato la traduzione della maggior parte dei testi riprodotti.

Prefazione On.Giulio Andreotti – Ministro Affari Esteri

Il 23 dicembre 1954, in un’aula molto affollata, i deputati approvavano il disegno di legge
per la ratifica degli accordi di Parigi, dopo una discussione che possiamo considerare di tipo classico per quei tempi, assai animata e caratterizzata dalla vigorosa opposizione dei due maggiori partiti di sinistra. C’era il consueto clima quasi esasperato, nel quale venivano trattate le più grosse questioni di politica estera; per quanto riguarda l’UEO, gií  il 29 ottobre, quando il Ministro Martino, nel presentare il disegno di legge, aveva chiesto che si adottasse la procedura d’urgenza, come per incanto i settori della sinistra si erano svuotati. Mancato per due volte il numero legale, s’era dovuta rinviare la seduta al giorno successivo, in attesa che i “dispersi” della maggioranza fossero convocati tutti a fare blocco (sotto questo aspetto, è facile constatare che le cose andavano allora come oggi…).
Alla discussione in Assemblea presero la parola vari deputati fra i più autorevoli; ricordo bene gli interventi di alcuni colleghi che non sono più fra noi: Guido Gonella e Aldo Moro a favore della ratifica (oltre, naturalmente, a Gaetano Martino per il Governo) e, come leader degli oppositori, Palmiro Togliatti.
L’on. Moro fu sintetico e chiarissimo: il suo voto era favorevole, perché quegli accordi costituivano una importante manifestazione di quella solidarietí  occidentale (intesa in funzione difensiva), ch’era ormai da tempo il criterio orientatore della nostra politica estera. E l’onorevole Martino, da quell’appasionato fautore che era della unití  europea, non poteva non sottolineare come la volontí  di concludere gli accordi fosse nel solco della storia. Della storia europea, vista come storia dello sforzo creativo di tante nazioni, per le quali le eccessive differenziazioni minacciavano di diventare una debolezza.
La votazione finale della Camera – alla quale io stesso presi parte con profonda convinzione – fece registrare uno scarto molto consistente fra maggioranza e opposizione: 335 palline bianche e 215 nere.
Sono passati trent’anni; molti fatti nuovi sono sopravvenuti in Europa, a partire dalla creazione della CEE. Cosí¬ il concetto di comunití  è andato – sia pure faticosamente – prendendo piede; e nel sistema degli organismi europei l’Unione europea occidentale ha conservato una funzione di rilievo, come giustamente sottolinea l’on. De Poi, che ha presieduto la nostra delegazione italiana alle assemblee della stessa Unione e del Consiglio d’Europa e che è stato anche presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’UEO.
Per questo, il ” Manuale ” dato alle stampe mi sembra una iniziativa lodevole ed utile, per i parlamentari ed i funzionari che lavorano nell’ambito della istituzione ed anche per altri, che dovrebbero tutti – a mio avviso – seguire attentamente l’attivití  dei diversi meccanismi diretti a rafforzare la solidarietí  fra i popoli d’Europa.
Mi rallegro vivamente con il dott. Elio Rogati.

on. Giulio Andreotti – Ministro Affari Esteri

Presentazione on. Alfredo De Poi

Questo manuale, che segue ad un anno di distanza il  “Manuale del Consiglio d’Europa”, anch’esso curato dal Consigliere Elio Rogati, presenta due meriti, al di lí  della indubbia utilití  di una facile consultazione e della indiscutibile qualificazione internazionalista del suo autore.
Il primo merito è riproporre all’attenzione dei parlamentari e degli esperti italiani, attraverso una ricca documentazione spesso inedita nella nostra lingua, una istituzione come l’UEO che, con la sua Assemblea, rappresenta quanto è oggi storicamente possibile fare in Europa occidentale in termini di coordinamento e di controllo nel campo della difesa e degli armamenti, nonché della cooperazione tecnologica e di politica estera nel settore della sicurezza.
L’UEO, cioè intesa non come la sorella deforme della CED: ma come un parto ugualmente geniale e realistico che ha consentito per alcuni decenni, a partire dal 1954, ed ancora consentirí , ci auguriamo ad un numero crescente di Paesi Europei, di impegnarsi nella difesa comune secondo clausole che sono ancor più vincolanti di quelle del trattato della NATO e secondo una prospettiva mirante a creare davvero il secondo pilastro dell’Alleanza atlantica in un soprassalto di dignití  e di responsabilití  europee.
Il secondo merito, che strettamente si collega al primo, è quello di invitare parlamentari, esperti e politologi europeisti a non andare a cercare, se cosí¬ posso esprimermi  “le farfalle sotto l’Arco di Tito”, inventando premature o complicate costruzioni istituzionali, ma a cercare di sviluppare le potenzialití  inserite in certe istituzioni europee, gií  esistenti, armonizzandole ed integrandole con altre, senza strappi, per costruire il volto complesso e completo di una Unione Europea degna di questo nome. In vista del trentennale dell’UEO ed in un anno come il 1983, cruciale per la sicurezza dell’Europa e per l’equilibrio degli armamenti finalizzato ad un abbassamento graduale e bilanciato della soglia del terrore, questo manuale è cosí¬ un auspicio ed un consuntivo. Un auspicio per l’Europa, e per l’Italia in essa, ed un consuntivo dell’attivití  meritoria e costante dei parlamentari e dei funzionari italiani che hanno riempito l’UEO della loro attivití  e del loro spesso oscuro, ma non per questo meno qualificato, contributo: perché non si debba dire che non ha meritato la libertí  chi non ha saputo contribuire a difenderla e vegliare democraticamente sulla difesa dei cittadini.

on. Alfredo De Poi

gií  Presidente dell’Assemblea dell’UEO

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