STUDI

Nato a Roma, ha frequentato il Liceo Classico statale “Pilo Albertelli” della Capitale, ottenendo la maturità classica a soli 17 anni e mezzo.
Ha studiato Giurisprudenza all’Università statale di Roma “La Sapienza”, laureandosi a 21 anni e mezzo con il massimo dei voti e la lode con una tesi su: “Situazioni giuridiche soggettive e loro tutela nei processi di giurisdizione volontaria”. Relatore: Antonio Segni, professore di Diritto Processuale Civile (è stata l’ultima tesi di laurea assegnata da Antonio Segni prima di essere eletto Presidente della Repubblica Italiana).
Nei ventuno esami curriculari del corso di laurea in Giurisprudenza ha ottenuto: 16 trenta e lode, 4 trenta, un ventinove.
In anni successivi ha conseguito il “Prof. Certificate in English” della “University of Michigan”, U.S.A.

TRE ESPERIENZE PROFESSIONALI: GIORNALISMO – CONSIGLIERE PARLAMENTARE – DOCENTE UNIVERSITARIO

I) CARRIERA GIORNALISTICA

Contemporaneamente agli studi universitari, ha cominciato a fare il praticante giornalista volontario, i primi tempi senza retribuzione, per servizi di cronaca. E’ poi passato alla redazione esteri dell’Agenzia Giornalistica “Italia” (settore, quello della politica internazionale, che non ha più abbandonato), ha ricevuto una retribuzione ed è stato iscritto ufficialmente nell’apposito Albo Praticanti tenuto dall’Ordine dei Giornalisti. E’ poi diventato Giornalista Professionista all’età di soli 22 anni. A 23 anni e mezzo è stato inviato ad Algeri come Corrispondente Permanente della suddetta Agenzia di stampa e Vice della Rai-TV (quest’ultima aveva come Corrispondente per il Maghreb Carlo Bonetti che però stava a Roma ed aveva tre vice nelle tre capitali Rabat, Algeri e Tunisi).
E’ arrivato ad Algeri negli ultimi momenti della guerra civile e nei primi dell’indipendenza dell’Algeria (proclamata il 3 luglio 1962), in una situazione confusa e non esente da pericoli. Nelle prime settimane ha abitato in un appartamentino al numero 23 di rue Desfontaines, in un edificio apparentemente disabitato. L’appartamento è stato “visitato” e messo a soqquadro da ignoti che però non hanno rubato nulla. Successivamente si è saputo che il palazzo era stato uno dei rifugi del generale Salan, capo dell’O.A.S., l’organizzazione segreta terroristica dei Francesi d’Algeria e vi erano state nascoste armi e plastico usati per gli attentati.
Anche la sua auto è stata in gran parte distrutta da ignoti, pur mostrando le insegne della “Presse étrangère”.
L’11 aprile 1963 era sulla scalinata dell’Assemblea Nazionale quando fu sfiorato da alcuni proiettili di pistola sparati, a pochi passi, contro il giovanissimo Ministro degli Esteri Algerino, Mohammed Khemisti che, raggiunto alla testa, è caduto in una pozza di sangue, a breve distanza dalla moglie che lo aspettava in auto; sarebbe morto tra atroci sofferenze il 5 maggio successivo. Il movente del delitto non è mai stato reso noto, così come il nome dell’assassino.
Khemisti era stato intervistato pochi giorni prima. Il successore, anch’egli giovanissimo (28 anni) Abdelaziz Bouteflika, ha concesso la sua prima intervista a Elio Rogati, pubblicata su un noto quotidiano italiano. Bouteflika è stato più volte Capo del Governo e Presidente della Repubblica.

Altre interviste, che hanno suscitato all’epoca interesse anche in Francia, sono state fatte al Primo Ministro Ahmed Ben Bella e al suo nemico Boudiaf.
Nei due anni e mezzo di Algeria, Elio Rogati ha visitato tutto il Paese e ha compiuto due viaggi anche nel Sahara per duemila chilometri in profondità fino a Tamanrasset (dove fu assassinato il Pere de Foucault) e alle montagne dell’Hoggar, sia nella parte dove ci sono le incisioni rupestri, sia in quella delle pitture in caverne.
In quei primi anni di Giornalismo ha collaborato anche con altre testate, tra cui “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Bari, i quotidiani “Bergamo-Oggi” e “Brescia-Oggi”, “L’Avvenire” e ha fatto parte della Redazione del settimanale “Gli ultimi venti anni – storia del mondo dal ’45 al ’65”.

II) GLI ANNI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Dopo due anni e mezzo di Algeria e un breve intermezzo a Parigi, Elio Rogati è stato richiamato a Roma: l’Agenzia Giornalistica “Italia”, in crisi finanziaria, aveva deciso di chiudere i suoi uffici di corrispondenza all’’estero, a cominciare da quelli maghrebini.
Pur continuando a collaborare con alcune pubblicazioni, Elio Rogati, rimasto senza contratto, ha deciso di partecipare ad un concorso pubblico nazionale per l’assunzione di cinque funzionari (Consiglieri) della carriera direttiva della Camera dei Deputati e lo ha vinto. Al termine di cinque prove scritte, quattro di resocontazione e otto orali, sono stati assunti solo quattro candidati, uno in meno dei posti disponibili. Il Presidente della Commissione esaminatrice, On. Sandro Pertini, non aveva fatto sconti a nessuno, neppure al genero di un personaggio famoso e potente e ai numerosi assistenti e professori universitari che avevano tentato.
Nel 1965, contemporaneamente alla preparazione per il concorso alla Camera dei Deputati, aveva partecipato (e vinto) ad un concorso in Confindustria. Assegnato, dopo la vittoria, alla sede di Milano aveva rinunciato in favore del posto a Montecitorio.
Nel corso della carriera a Montecitorio, Elio Rogati ha ricoperto, tra gli altri, i seguenti incarichi:
Segretario della Commissione Agricoltura per due anni.
Segretario della Commissione Affari esteri per 10 anni, con i Presidenti Aldo Moro, Giulio Andreotti, Carlo Russo, Francesco Cossiga e poi di nuovo Andreotti.
Vice Capo del Servizio Comunitario e Internazionale.
Segretario della Delegazione Parlamentare Italiana all’Assemblea del Consiglio d’Europa e dell’Unione dell’Europa Occidentale (UEO).
Capo di una Speciale Unità Studi-Relazioni Internazionali.

La Commissione Affari Esteri aveva all’interno quattro Sottocommissioni, chiamate Comitati Permanenti, di cui Elio Rogati era anche Segretario.
Una di queste si occupava degli Istituti Italiani di cultura all’estero. Il Comitato, composto da quattro-cinque deputati e dal Segretario ha viaggiato in numerosi continenti per analizzare la situazione dei nostri Istituti. Le Relazioni parziali e quella finale, scritte dal Segretario, sono state alla base della riforma degli Istituti avvenuta negli anni Settanta.
Un altro Comitato Ristretto si occupava di emigrazione. Elio Rogati, insieme con alcuni parlamentari, ha visitato molti paesi dove erano più numerose le nostre comunità per conoscerne bisogni, problemi, aspettative. Era la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale che le istituzioni Italiane allacciavano un rapporto con gli emigrati. La relazione finale, scritta dal Segretario, è stata la base per la convocazione a Roma della prima Conferenza Nazionale degli Italiani all’estero, che, a sua volta, ha portato alla concessione a quegli Italiani del diritto di voto nelle elezioni politiche generali per il Parlamento Italiano.

DUE INCIDENTI DI PERCORSO

Nel corso della carriera a Montecitorio, Elio Rogati ha avuto due incidenti di percorso. Il primo con Giulio Andreotti a causa di un articolo pubblicato sul n. 50 del settimanale “Relazioni Internazionali” del 10 dicembre 1977. Elio Rogati era appena rientrato da una visita ufficiale a Mosca, su invito sovietico, con un ristretto gruppo della Commissione Esteri. Nel corso dei colloqui al Cremlino un deputato russo, nell’auspicare l’uscita dell’Italia dalla NATO, aveva riferito che il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, in visita al Cremlino qualche tempo prima, aveva confidato che l’armamento nucleare americano nell’isola della Maddalena era stato installato dagli Stati Uniti all’insaputa del Governo Italiano. Ritenendo la notizia molto importante, Elio Rogati l’aveva riferita nell’articolo su indicato, cosa che non risultò gradita ad Andreotti.
Il secondo incidente di percorso era avvenuto a San Diego, in California, dove alcuni Deputati e Senatori Italiani erano in visita, con la Commissione Difesa dell’UEO, agli impianti della General Dynamics. La sera del 2 marzo 1980, chiusa la parte ufficiale della giornata, la Delegazione si era ritrovata intorno ad un bicchiere di whisky al bar dell’albergo, dopo cena. Era giunta dall’Italia la notizia di un ennesimo attentato delle Brigate Rosse e tra i vari commenti, anche Elio Rogati aveva espresso una sua personale opinione: non era certo coinvolto il PCI, ma l’ideologia dei brigatisti era di impronta comunista (opinione diventata poi ampiamente diffusa). Il Senatore comunista Ugo Pecchioli reagì duramente (l’episodio è riportato con altri nomi nel romanzo di Elio Rogati: “Assassinio a Montecitorio” – Roma 2011).

III) DOCENZA UNIVERSITARIA

Nel 1992 ha ottenuto a contratto la cattedra di “Sistemi Politici Comparati” (Diritto Costituzionale Comparato) presso l’Università statale di Trieste, sede di Gorizia, al Corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, quinquennale e a numero chiuso. E’ passato successivamente alla cattedra di Organizzazione Internazionale (Diritto delle O.I.).

ALTRE ESPERIENZE

Nel 1972, su richiesta del Presidente Colombo dell’appena nato Consiglio Regionale della Lombardia, Elio Rogati è stato Consulente del Consiglio stesso per sei mesi, dividendo la settimana tra Montecitorio e Milano.
Due anni dopo essere entrato a Montecitorio ha chiesto il passaggio dall’Albo dei Giornalisti Professionisti a quello dei Pubblicisti, come previsto dallo Statuto (attuale tessera n. 44842 Roma). Anche in questa nuova veste ha continuato a scrivere e pubblicare libri, saggi, articoli (v. Pubblicazioni).

Nel 1968 ha partecipato all’unico concorso “pubblico” indetto dalla RAI-TV tra i Giornalisti Italiani per l’assunzione di venti radio telecronisti, da destinare i primi sei al Telegiornale nazionale e gli altri alla Radio e alle sedi periferiche. Elio Rogati lo ha vinto, dietro Bruno Vespa, ma dopo essere stato assegnato al Telegiornale, ha rinunciato tornando a Montecitorio.

Nel 1994 è stato candidato da “Forza Italia” alle elezioni per il Parlamento Europeo nella Circoscrizione 2 (Nord-Est: Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna). Non è stato eletto.

Socio per molti anni di: I.S.P.I. di Milano (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) – I.A.I. di Roma (Istituto per gli Affari Internazionali) – S.I.O.I. di Roma (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale).

Negli anni settanta ha fatto parte della Redazione e Direzione del settimanale ‘Relazioni Internazionali’.

Commendatore al merito della Repubblica italiana.

Presentazione Irangate alla Camera dei Deputati

Presentazione del libro di Elio Rogati “Irangate” alla Camera dei Deputati.

Da sinistra a destra:

  • l’autore
  • on. De Poi (Presidente dell’assemblea dell’U.E.O.)
  • on. C. Russo (Presidente della Commissione esteri di Montecitorio)
  • G.F. Ciaurro (vice segretario gen. della Camera)
  • on. G. Bianco (Vice Presidente della Camera dei Deputati)
  • G. Negri (Vice segretario gen. della Camera)

L’autore con una delegazione ufficiale della Commissione esteri della Camera dei Deputati al Cremlino nel 1977, su invito ufficiale del Presidente del soviet supremo dell’URSS. Si riconoscono.

Da sinistra a destra, i Deputati:

  • Granelli (DC)
  • Vecchietti (PSIUP)
  • Carlo Russo (DC)
  • Battaglia (PRI)
  • l’autore con i baffi
  • Gorla (DP)
  • Covelli (PNM)
  • Malagodi (PLI)
L’autore con una delegazione ufficiale della Commissione esteri della Camera dei Deputati al Cremlino nel 1977
L’autore con Maurice Couve De Murville

L’autore con Maurice Couve De Murville, ex Primo Ministro e ministro degli esteri francese, in visita ufficiale alla Camera dei Deputati (23 Aprile 1975)

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